Il nostro stile

La storia

Gli abiti hanno sempre una storia affascinante da raccontare. Stoffe, modelli, bozzetti evocano epoche, luoghi, protagonisti speciali… tessuti così intrisi di passato da apparire ancor più preziosi di quanto non lo siano già. Incroci di vite, di idee, di destini e incontri fortuiti, di strade della magica New York… Tutto ha inizio nel 1921, nel Lower East side, nel quadrilatero che va dal Lower East Side a Nolita, uno dei quartieri più antichi e leggendari di Manhattan, storicamente abitato da immigranti poverissimi, in larga parte fuggiti dell’Europa tra la fine dell’800 e la Prima Guerra Mondiale. Molti di loro lavoravano come sarti in laboratori improvvisati nelle buie e piccole cantine di quegli anni, dedicandosi con passione e sacrificio alla costruzione dei propri sogni.Parallelamente, nello scantinato di un palazzo di un sobborgo di Brooklyn, dall’altra parte del ponte, in Kenneth Street, William Doe cresce seguendo i suoi compagni di strada, tra ribellione, indigenza e sregolatezza.

Sono anni duri, quelli del proibizionismo, in cui l’idea di fondare un club per divertimenti e bravate tra amici sottintende il desiderio di difendere il proprio ideale di libertà e pensiero, sfidando il governo costi quel che costi.
Eppure le sfide non hanno sempre il lieto fine, i giochi prevedono vincitori e vinti, purtroppo William inaspettatamente perde: in una notte crolla tutto il suo mondo, deve abbandonare il locale, i compagni di una vita, i risparmi di giorni, mesi, anni.

Tra la paura, l’ansia e la preoccupazione che non cessano di crescere in ogni istante, il ragazzo decide di imbarcarsi sotto falso nome come mozzo su un cargo mercantile, diretto verso l’Italia: ne ha sentito parlare, l’ha immaginata, desiderata ed ora non gli sembra che essere l’unica salvezza possibile.

Durante la traversata notturna si imbatte in un immigrato che sta tornando al Bel Paese, uno di quei sarti delle piccole botteghe del Lower East Side, con cui scatta un feeling artistico speciale: il Maestro gli racconta di abiti cuciti a mano, particolari, ritagli, pensieri divenuti creatività a servizio delle proprie mani, abilità rara e unica da trasmettere a chi ha voglia di imparare…e crederci. William ascolta estasiato e una volta giunto a Firenze mette in atto quell’abilità, giorno dopo giorno, trasformando la paura in riscatto, lo sconforto in nuova energia.

Maestro, o in inglese “master tailor”era il nome con cui si usava chiamare il capo della bottega artigiana che era anche considerato un maestro di vita, importante nella formazione di giovani ragazzi che cominciavano ad imparare il mestiere sin da quando andavano alla scuola elementare. Il laboratorio artigianale, il saper fare, la famosa manualità italiana tanto invidiata all’estero diviene il cuore del successo dello stile del ragazzo di Kennet Street.

In ogni creazione ritrova le atmosfere eleganti di Washigton Street, gli incroci fumosi della vita quotidiana di Brooklyn, la voglia di farcela sempre e comunque della New York che non dorme mai. Quasi sessanta anni dopo, in un cassetto di un mobile di un’antica bottega fiorentina, il giovane nipote di un sarto ritrova un foglietto ingiallito tra le fatture dei capi su misura, una scrittura veloce, decisa, poche semplici parole intrise di chissà quale misteriosa vicenda di un passato non molto lontano: “Ho stoffa da vendere. In tutti i sensi, perché so cosa voglio e ci riuscirò.”

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